I Fuochi di Sant'Antonio Nel segno dell’autenticità e della natura
Il rito del fuoco
che accende l’anima di Anzi
Ogni anno, tra luce e silenzio, Anzi rinnova un gesto antico. I Fuochi di Sant’Antonio non sono solo una festa: sono un rito collettivo che unisce devozione, coraggio e appartenenza. Un’esperienza autentica, capace di coinvolgere chi arriva da fuori e di lasciare un segno profondo in chi la vive per la prima volta.
Un rito che viene da lontano
La tradizione affonda le radici in un tempo in cui il fuoco rappresentava purificazione, protezione e rinascita.
Nei giorni che precedono l’evento, i quartieri del borgo raccolgono ginestre sui pendii che circondano Anzi: un gesto tramandato di generazione in generazione, fatto di fatica condivisa e spirito comunitario.
La notte del 12 Giugno: quando il fuoco prende vita
È il momento più atteso. In processione, accompagnati dalla banda musicale, i giovani portano in spalla la guglia con la statua di Sant’Antonio da Padova.
La guglia “danza” davanti ai falò accesi: un gesto carico di simboli, che racconta la vittoria della luce sulle ombre, della fede sulla paura.
Il passaggio attraverso le fiamme è il cuore del rito. Intorno, il paese osserva, partecipa, trattiene il respiro. Non è spettacolo: è identità.
















Il 13 Giugno: fede, festa e comunità
Il giorno successivo, 13 giugno, la celebrazione continua con i riti religiosi dedicati al Santo e con momenti di festa aperti a tutti. Il borgo si anima di incontri, musica, tradizioni popolari e dimostrazioni culturali che rendono l’esperienza completa e accogliente anche per i visitatori.
I simboli della festa
IL FUOCO
Acceso al calare della sera, quando il paese trattiene il respiro. Il fuoco illumina le strade, scalda i volti, segna il passaggio. È purificazione, protezione, rinascita. Per una notte, Anzi si racconta attraverso le fiamme.
LE GUGLIE
Portate in spalla, fatte danzare davanti alle fiamme. Le guglie non si trasportano: si accompagnano. Rappresentano la devozione, il coraggio, il legame profondo tra il santo e la comunità. Un gesto antico che unisce fede, identità e appartenenza.
LE GINESTRE
Crescono selvatiche sui pendii che circondano Anzi. Ogni primavera vengono raccolte a mano, come si faceva un tempo. Sono il primo gesto della festa: fatica condivisa, attesa, preparazione. Senza ginestre, il fuoco non avrebbe anima.